Location independent

Grazie a Italiansinfuga, sono venuta a conoscenza di una serie di risorse per freelancer e per coloro che, stanchi del tran-tran quotidiano e del lavoro dipendente 9 to 5, hanno deciso di darci un taglio e iniziare la loro vita di nomadi digitali. “Nomadi” perché non hanno una residenza fissa e possono decidere di spostarsi dove e quando vogliono, “digitali” perché il loro lavoro si svolge da qualsiasi luogo del mondo che ti permetta di connetterti a internet. In pratica, basterebbe avere qualche skill, un paio di buone idee, un portatile, una connessione internet e un po’ di intraprendenza per potersi creare un lavoro location independent.

Alcuni dei siti per freelancer di cui ho fatto menzione prima sono ad esempio Elance e Odesk. Il lavori offerti sono centinaia, e c’è l’imbarazzo della scelta! Tra i più interessanti per me, quelli di traduzione e blog&article writing… ma c’è un ma. Tutto è rigorosamente in lingua inglese e per quanto riguarda i lavori di traduzione, l’italiano non è certamente tra le lingue più richieste. Essendo stata traduttrice sono fermamente convinta che si possa tradurre esclusivamente nella propria lingua (anche se il vostro inglese è ottimo, non coglierete mai le stesse sfumature che coglie un madrelingua), per cui la competizione si fa stringente. C’è molta gente che apparentemente riesce a mantenersi lavorando in questo modo (indubbiamente affascinante), ma è davvero possible per un non-madrelingua inglese trovare abbastanza lavoro per sopravvivere? Perché un datore di lavoro dovrebbe offrire un lavoro a me, italiana, che so bene l’inglese, quando potrei darlo a un americano-inglese-australiano-canadese ecc… che sicuramente lo sa meglio di me? Forse per chi ha competenze più tecniche (es. IT) si trova ad affrontare meno competizione?

Long story short.. È davvero possibile per un italiano ritagliarsi un proprio angolino di questo nuovo ed emergente mercato digitale e farne una fonte di reddito relativamente stabile per poterci vivere? Qualcuno di voi ha esperienze da condividere in merito?

Blogging

Adoro leggere blog ben scritti e, quando ho un po’ di tempo da perdere, adoro spulciare i blogroll… perché un click tira l’altro e non sai mai dove vai a finire. C’è sempre un link che attira la mia attenzione e così mi ritrovo a leggere blog mai visti, che mai avrei trovato se non grazie al passaparola. Oggi ho scoperto una marea di blog interessanti, pieni di spunti, esperienze di vita e riflessioni degne di nota, ma basta soltanto qualche battuta o delle foto divertenti per convincermi ad aggiungere suddetti blog nei miei preferiti. La lista infatti si sta allungando irrimediabilmente.

Oggi sono incappata in Italians in fuga mentre leggevo, come ogni mattina, il forum di Beppe Severgnini, Italians. Mi sento di consigliare la lettura di entrambi. In particolare ‘Italians in fuga’ offre una marea di consigli per chi sta pensando di trasferirsi all’estero o di cambiare paese. Inoltre ci sono parecchie interviste a gente che vive all’estero e parecchi post dedicati ai singoli paesi: 10 motivi per andare in un posto e 10 per non farlo.

Noto però che mancano blog di Italians in Francia. E dire che di italiani qui ce ne sono. Però a dispetto di altri paesi come l’Irlanda, che ha almeno due siti/forum dedicati (leggasi Irlandando e Irlandiani) e parecchi blogger di un certo spessore (e qui ce ne sarebbero troppi da citare), non sono riuscita a trovare siti, forum o blog di italiani in Francia. Forse perché è una meta poco ambita? Forse perché essendo più vasta e popolata dell’Irlanda è più difficile fare gruppo e incontrarsi? Oppure perché in Francia ci si sente più integrati che altrove e si sente meno la necessità di fare gruppo con connazionali? Sarei curiosa di conoscere altre opinioni… :)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.