Lista di cose che succedono in Francia – parte 2

Dovrei cominciare a portarmi dietro un quadernetto per segnarmi tutte le piccole differenze con Italia e dintorni, così quando torno a casa la sera non devo scervellarmi per cercare di ricordarmele! :P

Ecco qui di seguito alcune delle cose che mi hanno colpito da quando sono qua:

- una delle espressioni più ricorrenti tra i francesi (o per lo meno tra i miei colleghi) è sicuramente la seguente: “putain / merde !” ...Bonjour finesse! :P

- i francesi, senza distinzione di sesso o età, vanno sul monopattino e non lo trovano ridicolo… sia a Parigi che fuori dalla capitale vedo un numero spropositato di gente che fa uso di questo mezzo: donne, bambini, uomini adulti in giacca e cravatta..

- in generale i francesi amano skateboard, rolleblades, pattini e altri strani aggeggi ondulanti a ruote che non saprei neanche nominare

- una nota per le intrepide donzelle di sottana vestite che calcano le vie di Parigi…  state molto attente quando camminate sulle grate perché, come ho avuto modo di constatare in prima persona (ehm ehm), potreste subire l’effetto Marilyn Monroe grazie alle folate d’aria che escono dal sottosuolo

- in generale trovo che le parigine siano davvero belle e ben vestite, praticamente impeccabili!

- codice della strada: qua usa fermarsi quando si vede un pedone che sta cercando di attraversare la strada… magari non nel traffico di Parigi, ma sicuramente basta uscire un po’ dalla città per trovare la massima gentilezza degli automobilisti

- tuttavia, soprattutto fuori dalla città, le macchine sono parcheggiate proprio alla “cazzo di cane” (cit. René Ferretti), praticamente se ne fregano delle righe e parcheggiano in modo tale che, dove potevano starci comodamente 3 macchine, ce ne stanno appena 2

- inoltre, cosa che farebbe imbestialire un italiano, qua non si danno il minimo problema a “toccare” la macchina dietro o davanti per uscire da un parcheggio… sembra una pratica consolidata! Magari te lo insegnano a scuola guida, già me l’immagino: “Vai indietro finché non tocchi, poi sterza ed esci! Facile no?!”

- calcio: i francesi possono anche avere dato la peggiore prestazione di sempre nella storia del calcio mondiale, ma quando esce l’Italia se la ghignano e te lo fanno notare come se invece loro fossero già in semifinale

E finiamo con un consiglio… non importa quanto bene o male sappiate il francese… ricordatevi sempre di salutare (bonjour) quando entrate in un negozio o salite su un bus; quando chiedete qualcosa aggiungete sempre “s’il vous plaît” (es. QUALCOSA, s’il vous plaît), e quando vi congedate non dimenticate una combinazione a vostra scelta delle seguenti parole “au revoir, merci, bonne journée, bonne soirée“. Vedrete che il tasso di gentilezza dei francesi nei vostri confronti sarà molto più elevato! :)

E questo l’ho imparato fin dall’inizio a mie spese quando, salendo su un bus, l’autista mi ha ripreso perché non gli avevo detto bonjour ma gli avevo chiesto direttamente un biglietto… Ditemi se sbaglio, ma penso che da noi si possa approcciare qualcuno senza salutarlo e non essere considerati maleducati… qua invece questi piccoli gesti di cortesia sono molto importanti nell’approcciare qualcuno. Un altro esempio… al lavoro, ci si saluta persino se incontro qualcuno di un altro piano lungo le scale o in ascensore (ovvero non un mio collega ma un completo sconosciuto)!

All’inizio fa un po’ strano salutare chiunque (manco fossi su un sentiero di montagna), ma ora trovo che l’enfasi sul saluto sia un segno di civiltà e rispetto per gli altri molto importante. Che ne pensate? :)

Il paese “ideale”

Mi piacerebbe molto andare negli Stati Uniti… a New York e sulla East Coast in generale, ma anche a Seattle o in California. Paesaggi e luoghi intravisti tra un telefilm e l’altro. Consuetudini e tradizioni di un popolo assorbite grazie alla grande quantità di film statunitensi visti e rivisti. Mi attraggono molto anche il Canada e l’Australia a dire il vero. Mi piacerebbe vivere in questi paesi, e non passarci di sfuggita in veste di turista. Eppure, ogni volta che riesamino ciò che offrono questi paesi rispetto a quanto offre la Francia (e più in generale l’Europa), mi ritrovo sempre a preferire la seconda opzione.

Non si tratta di giudizi di valore. Forse dipenderà dalle mie origini modeste, o sarà perché sono nata in uno stato dove il welfare è sempre stato un diritto irrununciabile. Oppure dipenderà semplicemente dalle mie inclinazioni e preferenze politiche e socio-economiche. Nella mia visione ideale lo stato deve essere in grado di offrire ai propri cittadini tutto ciò che è necessario per vivere una vita dignitosa tramite la redistribuzione del reddito. Mi riferisco in particolare alla sanità pubblica, all’istruzione, ai trasporti, agli aiuti economici per le persone in difficoltà (dal sussidio di disoccupazione alla tutela della maternità…). Un ideale che attualmente è molto lontano del modello anglosassone e soprattutto statunitense.

Penso che non esista un paese che possa avvicinarsi al mio paese ideale quanto la Francia. E lo dice una che non ha mai avuto una particolare simpatia per la Francia… semmai io sono quella fissata con il Giappone! ^^

Quello che voglio dire è che la Francia si avvicina tantissimo alla mia concezione del “paese ideale in cui vivere”. Amerei molto passare un periodo della mia vita negli USA, in Canada o in Australia… ma alla fine, quando si tratterà di scegliere dove stabilirmi a tempo indeterminato,  preferirei sempre la mia cara vecchia Europa, con tutte le sue molteplici differenze e incoerenze, disseminata di popoli, lingue e culture diverse. Un paese con una storia antica e con una geografia incredibilmente diversificata, ma in cui il fuso orario varia di poche ora tra una parte e l’altra del continente.

Per me la Francia è perfetta perché è un po’ come vivere in Italia, ma meglio. Mi spiego: il clima è molto più mite dei paesi nordici e anche qua d’estate fa caldo, si mangia bene e si può trovare una grande varietà di cibo e di vestiario, lo stile di vita è pressoché identico a quello italiano, ma tutto sembra funzionare meglio. Io mi sento italiana, ma spesso trovo più punti in comune con i francesi che con gli italiani su tante piccole cose. Prima tra tutte, il fatto che so stare in fila senza passare davanti agli altri e senza spintonare, cosa che purtroppo gli italiani non sanno fare (per me è un fatto inspiegabile, ma innegabile). Oppure il fatto di salutare ed essere cortesi anche con gli sconosciuti.

Insomma, questo è decisamente un posto dove potrei pensare di “piantare le tende”. Benché mi sia trovata bene anche in Irlanda (che con la Francia ha ben poco a che spartire), non ho mai seriamente pensato di poterci passare il resto della mia vita. Sia per il clima, sia per il sistema di welfare, sia per lo stile di vita di irlandesi e non.

Esiste qualcun altro là fuori con in mente un suo paese ideale? L’avete già trovato? Oppure siete arrivati in quello che credevate il vostro paese ideale e poi vi siete accorti che non lo era affatto? O viceversa?

Blogging

Adoro leggere blog ben scritti e, quando ho un po’ di tempo da perdere, adoro spulciare i blogroll… perché un click tira l’altro e non sai mai dove vai a finire. C’è sempre un link che attira la mia attenzione e così mi ritrovo a leggere blog mai visti, che mai avrei trovato se non grazie al passaparola. Oggi ho scoperto una marea di blog interessanti, pieni di spunti, esperienze di vita e riflessioni degne di nota, ma basta soltanto qualche battuta o delle foto divertenti per convincermi ad aggiungere suddetti blog nei miei preferiti. La lista infatti si sta allungando irrimediabilmente.

Oggi sono incappata in Italians in fuga mentre leggevo, come ogni mattina, il forum di Beppe Severgnini, Italians. Mi sento di consigliare la lettura di entrambi. In particolare ‘Italians in fuga’ offre una marea di consigli per chi sta pensando di trasferirsi all’estero o di cambiare paese. Inoltre ci sono parecchie interviste a gente che vive all’estero e parecchi post dedicati ai singoli paesi: 10 motivi per andare in un posto e 10 per non farlo.

Noto però che mancano blog di Italians in Francia. E dire che di italiani qui ce ne sono. Però a dispetto di altri paesi come l’Irlanda, che ha almeno due siti/forum dedicati (leggasi Irlandando e Irlandiani) e parecchi blogger di un certo spessore (e qui ce ne sarebbero troppi da citare), non sono riuscita a trovare siti, forum o blog di italiani in Francia. Forse perché è una meta poco ambita? Forse perché essendo più vasta e popolata dell’Irlanda è più difficile fare gruppo e incontrarsi? Oppure perché in Francia ci si sente più integrati che altrove e si sente meno la necessità di fare gruppo con connazionali? Sarei curiosa di conoscere altre opinioni… :)

Prima uscita a Versailles

Ieri la mia prima uscita ufficiale a Versailles. Dalla mia zona residenziale ho raggiunto prima il famoso castello e poi mi sono persa nelle strade di quello che penso sia il centro storico. Ancora non mi è ben chiara la disposizione del paese. Ampi viali alberati e grandi spazi aperti sono ciò che la contraddistinguono rispetto alle altre città in cui ho vissuto. Tutto sommato sembrerà all’incirca di vivere a Modena :P Molte le similitudini con l’Italia, i negozi chiusi la domenica e in pausa pranzo, le strade vuote in certi orari della giornata e i bus che non passano nei festivi. Cose scontate ma a cui non ero più abituata da tempo…

Una prima impressione è che qua mi sento più integrata dal punto di vista dell’aspetto… Nel senso che, finché non parlo, potrei sembrare tranquillamente una francese doc. Mentre in Irlanda si capiva subito che non ero irlandese. Però tutto sommato a Dublino ci sono così tanti stranieri che alla fine non ti sentivi fuori luogo, lungo le strade potevi sentir parlare le lingue più disparate e nessuno si girava se ti sentivano parlare italiano. Qui invece sì, come mi girerei io se lungo le strade di Modena sentissi parlare francese… Penso che probabilmente le cose sarebbero diverse se vivessi a Parigi centro.

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